Pubblicata il 02/01/2009
Da tergo il tuo bel seno eburneo
che allo sguardo l’iride s’accende
a tal punto da tumefare gli occhi
e da gettare in incanto anche le anime
più gelide e sprezzanti del bello
al centro d’una fitta trama di brividi
ordita senza che tu te ne accorga,
da lì, un cuore frale bussa alla porta,
ascosto in quel tuo petto stupente,
un cuore ben protetto ma obliato
e ricoperto di pelle di ebano.
Che t’hanno reso, amica mia stupente?
Sei così dura e ardua in superficie!
Se ti lancio con una fionda gigante
spacchiamo tutti i cristalli della città!
Squarteresti il cielo, e le sue nuvole
ridurresti in fiocchetti vaghi e rarefatti!
E quando, con quel tuo grave fardello
che a strati ti porti addosso e didentro,
precipiterai sulla terra come un meteorite,
verrò a vedere il prodigioso avvallamento
che il tuo impatto al suolo creerà.
Ora gioco, ma il mio animo è desioso
di amarti e di te far fiorire il meglio.
Se solo il tuo cuore blindato avesse
come il forziere una combinazione!
Forse debbo assalirlo come i rapinatori
danno l’assalto ai furgoni portavalori?

Non so e non conto davvero di riuscire
a sbottonare quella camicia di forza
con cui hai sigillato le più belle passioni,
né m’illudo di gettare un giorno nel fuoco
di un camino acceso un biglietto d’amore
che qualche sognatore avrà scritto per te.
Che t’hanno reso, amica mia stupente?
Chi ti ha leso il cuore or così silente?
Chi, colpevole o per sorte innocente,
con le sue mani da gigante ha usato
e poi a caso ceduto al miglior offerente
la bellezza eburnea che ti corona regina
e che or ora colora la mia calda mente?
Una bella donna avrà i suoi vantaggi
che si arrischiano a volte fra mani rudi,
e l’esserlo non è certo cosa grossolana.
La bellezza attira gli sguardi curiosi
e la cortese attenzione dei più galanti,
e a volte anche la fortuna, e dietro a sé
si trascina un seguito di messi e servitori
tra i quali può capitare qualche sciacallo.
Forse ora ho capito perché il tuo cuore
può sembrare un metallo nella cassetta
degli attrezzi mummificata in cantina;
forse la tua bellezza è così ingombrate
che chi la vede non discerne null’altro
che questi sia un diavolo o un santo.
Io che sono anche un giocondo poeta
e come tale impopolare al resto del mondo,
già posso scorgere in quel tortuoso fondo
le scritte sul muro eretto dalla tua anima,
fra le quali leggo: “Abbi cura di me”.
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Ti ringrazio intanto per il tuo ccmmento sapiente, e per la simpatia profuta circa la salvezza temporanea da pomodori o verdure e ortaggi sempre in agguato...Quanto alla difficoltà di lettura in effetti si tratta - così io le definisco - poesie architettoniche, dove dietro ai versi un lungo lavoro ha avuto il suo bel da fare!
Lei, Emeron, mi ha fatto cosa gradita.
Saluti e buona continuazione di lettura
Yorck

il 02/01/2009 alle 19:52

Poesie così lunghe normalmente non le leggo, ma vedendo il tuo nome ho fatto un'eccezione. Mi sono messo d'impegno e con pazienza ho letto tutto anche più d'una volta. Ebbene l'ho gradita molto perchè ricca di ogni buona qualità e molto sarcasmo in un testo piacevolmente scorrevole. Un carissimo saluto da Giorgio

il 02/01/2009 alle 23:48

Lodevole il tuo impegno e pregievole il tuo commento! E' cosa gradita far cosa gradita.
Saluti, Yorck

il 03/01/2009 alle 01:19

"Abbi cura di me"
nonostante la donna che è
invoca aiuto
"Abbi cura di me"
meditate gente...
meditate!

salutissimi

nino

il 03/01/2009 alle 14:27

Grazie per il commento, e l'invito a far meditare, cosa di norma poco praticata!
Saluti
Yorck

il 03/01/2009 alle 15:40
Jul

Apparentemente leggera e divertente ma con una morale che induce a pensare.
Ciao, Jul

il 05/01/2009 alle 21:03

Grazie per l'osservazione non indifferente.
Yorck

il 06/01/2009 alle 15:52

Lei l'ha letta una volta, tutta agitata, poi una seconda volta, quasi trasudata...
poi il resto puoi immaginarlo con la tua fantasia
Grazie per il commento poetico
Una saluto
Yorck

il 07/01/2009 alle 20:42

Una poesia molto più lunga delle altre che hai scritto, nella prima parte sottolinei la freddezza della donna che ha il cuore chiuso in un forziere
e tu ne vorresti conoscere la combinazione per aprirla, mentre nella seconda parte incominci a capire ed a giustificare il suo comportamento
dovuto alla sua chiusura di fronte agli assalti di
galanti o di sciacalli fino a concludere di scorgere
sul muro eretto dalla sua anima la frase "Abbi
cura di me".
Che devo dirti, l'avevo già letta, ma non come
adesso e non avendola ancora commentata, mi
permetto di farlo ora. Mi è piaciuta innanzitutto
perchè mi piace tutto quello che scrivi e poi
vedo che alla fine prevale la tua veste di psicologo,
che riesce a guardare al di là, dentro l'animo delle
persone e riesce a trovare quello che c'è di bello.
In sintesi, mi è piaciuta, ma non posso più votarti.
Un abbraccio
helan

il 25/03/2009 alle 22:02

MI fa un gran piacere la tua rilettura
di questa lunga poesia, piena di significati,
è in effetti un ritratto di una bella donna,
sempre piena di corteggiatiori, non tutti
buona gente...Io l'avrei voluta salvare
ai falsi idoli cui questa si aggrappava,
ma è stato uno sforzo vano...
Una poesia non per tutti leggono,
è lunga e sentimentale,
ma tu l'hai letta a cuore aperto,
e allo stesso modo ti abbraccio
Y

il 26/03/2009 alle 08:03