Poesie presenti nella categoria: Cirri

Le Poesie Pubblicate Oggi

Per una gentilezza
Pubblicata il 01/03/2021
Sorpreso la scorgo
e presto m'accorgo,
quasi con rammarico,
d'un breve incarico
che ancora avrei
giustappunto per lei;
incrocio il suo sguardo
e ottengo al riguardo
che gentil mi si volge
e tal compito svolge
con far lieto ch'aggrada
prima che se ne vada.
Da lei ho ricevuto
il regalo d'un minuto
e il bel ricordo amabile
d'un prezioso gesto affabile.
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La forza delle rime gentilmente impetuose sovrasta ogni atteso confine! Ciao Benito! Bravissimo

il 01/03/2021 alle 17:28

Ha il sapore di altre epoche, bravo! Ciao Ben

il 01/03/2021 alle 18:11

Grazie, Morris e Mark. Potrei quasi dire: "con la rima si fa prima"...

il 01/03/2021 alle 19:34

Le Poesie Pubblicate ieri

Un desco imbandito di niente
Pubblicata il 28/02/2021
Un desco imbandito di niente

si presenta al desiderio

fuggevole come il vento,

come il miraggio

fedele compagno della morte.

Un silenzio irreale

ci soffoca come prede

di un destino indotto

da menti deviate

che decidono per noi,

che impongono i propri pensieri.

Menti malate di protagonismo,

di potere, il cui unico scopo

è alimentare la propria follia

e disperdere la speranza

dentro i sogni incolori

della malinconia, incubi

che diventano timore, rabbia,

voglia di rivalsa

in un odio che cresce

al pari della scelleratezza

e della voglia d' onnipotenza

che pretende di camminare

su tappeti di petali di rosa

per non sporcarsi i piedi

col sudore e sangue dei miserabili.
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

3:00 l’ora del Diavolo (finale alternativo)
Pubblicata il 27/02/2021
Richard paralizzato dal terrore non riuscì neanche ad aprir bocca. Sentì una fitta al petto fortissima e stramazzò a terra.

Il mattino dopo, Richard si svegliò nella stanza dell’ospedale.La moglie era accanto a lui e gli teneva la mano. Non appena lo vide aprire gli occhi gli parlò singhiozzando.
“Oh Richard, non sai che spavento mi hai fatto prendere!”
“Cos’è successo?” Disse lui debolmente.
“Hai avuto un infarto stanotte. Questa mattina mi sono svegliata alla solita ora e non ti ho trovato. Ho chiamato non so quante persone e poi l’ospedale. Mi hanno detto che eri stato ricoverato.”
Richard la guardò stranita.
“Un infarto? Stanotte? Non capisco...ma se non sei stata tu allora chi mi ha portato qui?”
La moglie rispose sicura.
“ Mi hanno riferito gli infermieri che è stato un tuo amico, un certo Danny...”

Fine
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non sono assolutamente d'accordo...lo smoscia, gli toglie la drammaticità, sembra edulcorato rispetto alla tensione creata precedentemente...per me era perfetto così

il 27/02/2021 alle 06:12

Tranquillo è solo un finale alternativo l’originale resta quello già scritto nel racconto;-).mi è venuta in mente sta cosa stanotte e ho voluto postarla..un po’ come nel film “Butterfly Effect” dove ci sono 4 finali alternativi compreso l’originale..ciao Arturo buona giornata

il 27/02/2021 alle 06:32

Questo non è un finale alternativo ma quel che succede il giorno dopo...è una bella sorpresa scoprire che Richard se l'è cavata. Da qui in poi, potrebbe iniziare la nuova vita di Richard alla ricerca del suo salvatore...Arturo, la tensione fa parte del passato, nessuno potrà cancellare quei momenti, ma la vita continua e spero anche il racconto.

il 27/02/2021 alle 07:10

Me lo sentivo che vi avrei accontentato alla rovescia..ahah

il 27/02/2021 alle 11:00

Piacevole lettura ...in ambedue i casi il finale è piacevole...

il 27/02/2021 alle 11:41

Grazie gabriela, cari saluti.

il 27/02/2021 alle 13:13

non è che ci deve essere per forza la seconda puntata Vincent!:)...una storia finisce, e ne può cominciare un'altra...

il 27/02/2021 alle 16:15

E' vero Arturo, ma "Richard non deve morire"....ricordi Misery?

il 27/02/2021 alle 17:44

va bè ma tu vuoi fare una telenovela tipo un posto al sole, 400.000 mila puntate...:)

il 27/02/2021 alle 18:04

Che c'è di male? Mark è all'altezza di creare suspence ogni volta, quando esce il suo primo noir o horror o thriller noi saremo i primi a comprarlo.

il 27/02/2021 alle 18:28

a Mark gli staranno fischiando le orecchie...:)

il 27/02/2021 alle 18:31

Ragazzi calma, mi state sopravvalutando..mi fischia tutto ma grazie per la fiducia:-)

il 27/02/2021 alle 18:57

Caro Mark, rivivo con questo tuo racconto ciò che è capitato a me. Facevo morire il mio protagonista suicida...a nessuno piaceva, doveva salvarsi, volevano che si salvasse...La paura della morte è molto radicata, perché, è vero, la morte, nel realismo diffuso della nostra epoca, pone fine a tutto: ponendo fine alla materia e agli oggetti (il corpo, la vita come oggetti) .Quindi bisognerebbe non pensarci.

il 27/02/2021 alle 20:27

Ninetta, purtroppo o per fortuna, la mia passione per l’horror e la distopia mi porta a scrivere racconti che molto spesso hanno dei finali tragici, me ne rendo conto. A me piacciono così, anche se qualche volta non sono stato così fatalista. È vero, la paura della morte, in molte persone, le porta ad apprezzare e a sperare in finali a lieto fine. Forse la mia visione pessimista del mondo non mi guida in quella direzione. Per questo racconto avevo in mente finali diversi..non sapevo nemmeno io quale scegliere poi ha prevalso il solito fatalismo derivante dalle passioni cinematografiche e letterarie. Questo finale alternativo è per smorzare un po’ l’altro e per rendere completo o quasi il mio pensiero sulla storia. Grazie del tuo messaggio.

il 27/02/2021 alle 21:01

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Il Giardino
Pubblicata il 12/02/2021
L'uomo si svegliò dopo un sonno profondo, o forse un'anestesia. Non appena aprì gli occhi vide il cielo azzurro e limpido sopra di lui. Era sdraiato su un manto verde perfettamente tagliato. I palmi della mano toccavano l'erba morbida. Dopo aver fissato per qualche secondo il cielo, ancora intontito si alzò col busto appoggiandosi coi gomiti al terreno. Si guardò in giro e pensò di essere in una sorta di giardino, un po' particolare. Non capiva se fosse uno spazio libero o recintato, sembrava immenso.
Si portò in posizione eretta e solo in quel momento si accorse di essere completamente nudo. Di scatto girò la testa in tutte le direzioni per vedere se ci fosse qualcuno ad osservarlo. Corse verso un albero vicino e si nascose dietro continuando a guardarsi attorno. La prima cosa che notò fu una casetta di legno poco distante da lui. A fianco, in un'area non molto grande e recintata, alcuni animali di diversa specie brucavano l'erba tranquillamente. Asinelli, pecore, mucche e galline. La sua vista si concentrò su quegli animali. Ma gli sembrò di vederne altri. Non lontano dalle bestie molti alberi da frutto spiccavano imponenti. In un altro angolo del giardino, se si poteva parlare di angolo non conoscendone la forma, quello che sembrava un negozio di abbigliamento attirò la sua attenzione. Con l'espressione stupita l'uomo pensò al perché un edificio del genere si potesse trovare lì. Dopo aver osservato di nuovo il suo corpo nudo, l'uomo si avvicinò camminando spedito verso il negozio, sempre guardingo. Una volta arrivato di fronte vide che era aperto ma dentro nessuna anima viva. Curioso, entrò lentamente e cominciò a passare in rassegna tutti gli scaffali per cercare qualche vestito con cui coprirsi. Dopo averne scartati un po' si infilò una camicia a quadri e dei pantaloni beige. Si specchiò diverse volte per verificare la taglia e uscì. In un altro lato del giardino, una piscina interrata gli fece stropicciare gli occhi. Era piena d'acqua e sembrava pronta all'uso. Vicino, un chiosco tipico da spiaggia era pieno di ogni ben di Dio. Nella parte opposta a dove si trovava e a dove si era svegliato, c'era un palco con diversi strumenti musicali e amplificatori. Camminò sempre accorto e arrivato davanti al palco osservò la struttura. Il silenzio avvolgeva la sua testa e solo il vento leggero faceva rumore nell'aria. Sul palco, prese la chitarra e provò a suonare. Non si stupì di vedere che funzionava e dopo aver strimpellato qualche nota la posò. Provò il microfono e cominciò a parlare.
"Hey, c'è nessuno? Dove mi trovo? "
Nessuno rispose alle sue domande e da sopra il palco continuò ad osservare lo strano giardino.

Dopo aver camminato per centinaia di metri, un po' stanco e nervoso, i suoi occhi si trovarono davanti una recinzione di ferro alta almeno cinque metri con le sbarre cilindriche distanti pochi centimetri l'una dall'altra. La recinzione separava il giardino da una distesa che gli appariva infinita fatta di campi e vegetazione e ruscelli. Gli animali correvano liberi.

L'uomo tornò sui suoi passi e camminò ancora per centinaia di metri. Il sole cocente lo fece sudare intensamente e si fermò un attimo per togliersi la camicia. La usò per asciugarsi la fronte e la legò in vita quando si accorse di un codice a barre che sembrava tatuato sul polso. Restò con lo sguardo assorto per pochi secondi poi riprese il cammino. Attraversò tutto ciò che aveva già visto e anche quello che non aveva ancora incontrato. Vide edifici di dimensioni diverse e gli sembrò di scorgere persino un Luna Park. Ad un certo punto, esausto, si trovò dinanzi ad un albero altissimo col tronco largo almeno due metri. Non riuscì a quantificare la misura ma di sicuro era l'albero più alto che avesse visto. Intagliati nel tronco c'erano dei gradini per raggiungere la cima e guardando attentamente notò una cosa assurda. Sui rami, che sporgevano fitti, i frutti appesi erano diversi. Mele, pere, banane, pesche, cachi, fichi e molto altro. Rimase incredulo ad osservare e non credeva a quello che i suoi occhi vedevano. Si chiese come fosse possibile che esistesse un albero di quel tipo. Non appena pensò a quella domanda una voce lo fece sobbalzare.
"Interessante, vero?"
"Chi ha parlato?" Disse l'uomo leggermente impaurito.
La voce continuò.
"Non puoi vedermi, ma io si...Ho tanti nomi...Forse quello che mi piace di più è...Creatore.
L'uomo guardò in cielo.
"Sei Dio?"
"Qualcuno, da qualche parte, una volta mi ha chiamato anche così. Ma preferisco creatore..."
L'uomo domandò sicuro.
"Dove mi trovo? Sto sognando o sono morto? O tutt'e due? "
"Non stai sognando e nemmeno sei morto. A proposito, perché ti sei vestito per poi spogliarti di nuovo?"
"Che domanda è?" Rispose l'uomo quasi seccato. "Mi è venuto caldo, ti sembra una cosa strana? Mi sono vestito perché ero completamente nudo."
"Ma tu sei nato così, nudo e senza vestiti. Hai visto per caso qualche animale vestito in giro?"
"Che c'entra questo? Io non sono un animale, sono un essere umano."
"No, tu sei un animale come tutti gli altri. Sei un uomo come gli altri possono essere una capra, una mucca o una volpe."
L'uomo fece una smorfia di disappunto. Poi chiese.
"Cos'è questo albero? Com'è possibile che ogni ramo abbia frutti diversi?"
La voce del creatore, da qualche parte, spiegò.
"Ah! Questa è la creatura di cui sono più orgoglioso. Ti piace? È una mia invenzione...diciamo per ottimizzare lo spazio. Hai la possibilità di avere il frutto che vuoi in una sola volta. E ti ho fatto anche i gradini per salire fino in cima a raccogliere quello che preferisci. Non è geniale?"
l'uomo dopo aver ascoltato continuò.
"Quanto è grande questo giardino? Perché mi trovo qui? Perché ci sono recinzioni e al di là di esse animali liberi in luoghi immensi?"
Il creatore un po' stizzito rispose.
"Quante domande che fai! Mamma mia come sei noioso! Comunque, ho fatto tutto questo per te, ti ho dato semplicemente tutto ciò di cui hai bisogno e là fuori non troveresti nulla di quello che vedi qui. Fuori, il mondo è ancora...diciamo... incontaminato. O al naturale se preferisci. Qui è più evoluto."
"A cosa serve il codice sul polso? Non capisco se sia l'inferno o il paradiso. O tutt'e due. E poi sono qui solo...Cosa me ne faccio di tutte queste cose se non posso condividerle con qualcuno?"
La voce del creatore parlò ancora.
"Questo può essere sia l'inferno che il paradiso. Dipende dai punti di vista. Fuori da qui il mondo è libero ma tu non sopravviveresti. Animali feroci ti sbranerebbero in pochi minuti. Anche il primitivo da cui hai origine ti ucciderebbe all'istante. Ho creato questo giardino per permetterti di avere un ruolo e un tuo spazio nel mondo. Tra poco incontrerai altre persone come te con cui convivrai nel rispetto e nella cura di tutto ciò che vedi. Sei stato creato in modo speciale, questo è il tuo posto. Il codice è solo un elemento identificativo." L'uomo disse.
"Cosa sono? Una specie di essere nato in cattività o un esperimento?"
"Tutt'e due." Rispose la voce sopra di lui.

Fine
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prosegui sulla falsariga dell' ultimo racconto..lo trovo interessante, porsi domande come fai tu è una buona cosa, anche se ogni domanda se ne porta appresso un'altra, ma è la vita che è così..mi è piaciuto mark

il 12/02/2021 alle 23:27

In realtà l’altro non voleva essere un racconto ma una considerazione/ articolo giornalistico , anche se può risultare offensivo in entrambi i casi...questo testo l’ho pensato prima, il senso è anche quello tante domande che diventano infinite come le risposte forse..grazie arturo buona giornata.

il 13/02/2021 alle 07:56

Le Poesie Meno Recenti

Pubblicata il 10/11/2004
"

Un'isola mi sorregge
ed il mondo un mare
ai miei piedi,
l'interno della mia mente
ed i desideri della mia anima
...
ed io guardo queste onde
che volteggiano cupe
e le guardo smaniosa
perchè non vorrei vederle,
ma affogare in esse.

"
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potresti perderti nei desideri dell'anima

il 16/11/2004 alle 18:56

forse..se riuscissi ad essere meno timida..mi vuoi dare tu una mano??
strange

il 19/11/2004 alle 03:15