Poesie presenti nella categoria: Poesia dialettale

Le Poesie Pubblicate Oggi

verità o schezo
Pubblicata il 20/09/2019
il veleno sorride
nella matematica
mente dell'assassino
e dal viso grigio
della Regina
si percepisce
lo scherzo

segno di indubbia
verità sulle mani
de carro mascherato
colpevole fotografia
dal tuono di un cannone
tempesta di fuoco
sulla carrozzeria
il sole tramonta ad Est

verità o scherzo?

un insolito grido
mattutino della civetta
scuote il sorgere del reo

e saranno le lunghe e
gelide ombre della notte
e gli inquietanti lamenti
dei lupi rivolti alla luna
gli ambasciatori
del nuovo giorno?

guardati,
guardati attorno!
verità nell'occhio destro
lo scherzo nel sinistro?
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

er credo parlamentare
Pubblicata il 16/09/2019
er credo parlamentare
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tu jje dichi “Interesse generale…”:
sai che jje frega a quelli?, un par de palle!
anzzi, te devi da guardà le spalle
che te fanno er diluvio univerzzale!

jje fai crédito a ‘ste bestie da stalle
e t’aritrovi dritto a l’Ospedale
dove sconti er peccato capitale
d’avé creduto a quele facce gialle…

jje parli de onestà… ma chi te sente?!
conténo solo truffe e apparti d’oro,
giòcheno, senzza er minimo decoro,

a buling co’ la testa de la gente!
jje sconfìnfera solo de ‘n fa’ gnente
che nun zzìeno, perdìo!, li cazzi loro!

rossopasquino 2015, Settembre

glossarietto E note
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jje dichi = Gli dici; dici loro.
che jje frega = Cosa gli interessa; cosa interessa loro.
un par de palle! = Meno di niente!...
er diluvio univerzzale = Tanti di quei danni che neanche il diluvio universale.
quele facce gialle = Di rabbia, d’invidia, di bramosie inconfessabili.
a buling = A bowling.
jje SCONFINFera = Sono interessati.
li cazzi loro = I loro interessi personali.

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nda: Il sonetto ha 4 anni, le malefatte dei politici neanche un attimo di meno...
tutto molto attuale e, ahimé!, irreversibile.
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

abbonnanza fa ruganza. (1)
Pubblicata il 27/08/2019
abbonnanza fa ruganza. (1)

tutti 'sti rottinculo mijjardari,
sanguisughe attaccate a li poracci(2),
'sti tirchi Paperon de Paperacci
co' ttanti de ruffiani e ssegretari,

che ffanno finta d'esse' gargantacci(3)
ma sso' ssortanto tangentopolari
e ssi jje guardi dietro a li sipari
so' ssortanto 'na mandria de bbravacci,

cianno sempre 'sta cazzo de ruganza(4)
che mme fa' rosicà(5) ccome 'n castoro:
puro 'n galera, li mortacci loro!,

s'abbùffeno(6) de grasscia(7) e dd'abbonnanza,
cianno sempre chi jje gratta la panza(8)
e, ppe' ssortì(9), jje fanno ponti d'oro...

(Rossopasquino - da “dice ‘R proverbio...”, 24 ottobre 1996)

glossarietto E note:

1. Proverbio: la ricchezza rende arroganti.
2. I poveracci.
3. Cattivi, pericolosi.
4. Arroganza.
5. Mi fa arrabbiare; Mi manda in bestia; e simili.
6. Fanno incetta. Ma “abbuffasse” significa anche “mangiare fino a scoppiare”.
7. Ricchezza, cose buone e belle.
8. Chi è pronto a prestare ogni genere di servizio.
9. Per uscire (di galera...).
(guga)
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...anche questa piena di verità che condivido...con piacere ti leggo.

il 27/08/2019 alle 09:17

Le Poesie Meno Recenti

u vermi ( il verme)
Pubblicata il 16/01/2007
U vermi.

Picculu vermi tu no nenti vali
nci rissi nu cedduzzu su sfuttiva
ddu corpa i beccu , nna sbattuta r’ali
nu rutticeddu mentri u digeriva

non era attentu non si misi amenti
sazziu comm’era non si nd’accurgiu
passava i latu svertu nu serpenti
iaprivu a bucca e si lu futtiu

appesantitu strisciava chianu chianu
ma brutti scherzi faci a panza china
circau mi fui ma ormai tuttu era invanu
bastau na muzzicata ra faina

cu na picchiata ch’era impressionanti
scindiu veloci n’aquila regina
cu beccu apertu l’artigli misi avanti
fici un bucconi ra povera faina

nu cacciatori ca vitti volteggiari
pinsau chi culu ora hai chi mi mi vantu
un corpu sulu e a vitti cariri
felici si ora hai chiddu mi cuntu

ma mentri chi pa casa iddu turnava
un peri misi nfallu iddu e cariu
e inutili a dumanda ora mi spiu
sapiti o cacciatori cu u mangiava.?


Il verme
piccolo verme tu non vali niente
gli disse un ucellino e lo sfotteva
due colpi di becco una sbattuta d’ali
un rutticello mentre digeriva

non stava attento e non si mise a mente
sazio com’era non se n’ era accorto
passo’ di lato svelto li’ un serpente
apri’ la bocca e se lo mangio’


appesantito strisciava piano piano
e brutti scherzi fa la pancia piena
cerco’ di fuggire ma ormai tutto era vano
basto un sol morso quello d’una faina


con una picchiata c’apparve impressionante
scese veloce un aquila regina
col becco aperto mise gli artigli avanti
fece un boccone della povera faina


un cacciatore la vide volteggiare
penso’ che culo adesso si’ mi vanto
con un sol colpo la vide cadere
felice si adesso avra’ un racconto


ma mentre che alla casa ritornava
un piede mise in fallo ed e’caduto
e inutile la domanda or che vi faccio
sapete il cacciatore chi se le mangiato ?



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e il cerchio si chiude inevitabilmente :-) molto bella , mi fa venir voglia di scrivere ancora nel nostro bel dialetto;-) 5***** e un bacio veronica.

il 17/01/2007 alle 07:33

Grazie come sempre per la traduzione! Geniale la poesia!

il 17/01/2007 alle 13:47

Olè un altro reggino!!!...una matrioska nuda questa poesia dialettale.

forza reggina

il 23/01/2007 alle 01:11

degna del miglior trilussa! ciao e alla prox.

il 03/03/2007 alle 11:35

grazie Raffaello troppo buono,ciao

il 03/03/2007 alle 14:10