Poesie presenti nella categoria: Poesia sperimentale

Le Poesie Pubblicate ieri

Cenere Fertile
Pubblicata il 20/08/2019
Mi scrocchia nelle tempie questo mare che avanza
una luna ribelle mi strappa sulla faccia un sorriso
il mio piede è un fallito sforzo di vita che costante
respira ed incalza

mi urta le orecchie questa fronda che scroscia
un'agave potente mi afferra la fronte
si fa mito
il mio collo è un ripido salto di forze che
costanti
soffiano e tirano
sono una brace incandescente che lentamente
si seppellisce
il mio corpo è nel ventre del mondo
che ruota e danza senza sosta
mi avvolgo sullo sfondo
mi faccio parete
e torno

nelle finestre sono atroci gli occhi
dei monti
sono feroci i suoni
dei volti
che passeggiano per la via

quel briciolo di euforia che stringono al petto
si sgretola ad ogni lancetta spezzata
abbandonata sulla strada
sto io
e chiunque mi calpesta

la mia sorte funesta
mi lascerà sola
in questa spiaggia di desolazione

la mia dura testa
grava sul corpo che non vola
in questa strada di disperazione

questa lenta violenza mi corrode feroce
mi fa marciapiede, cemento atroce

e non avanzo

stritolata fra foglie di dubbi infestanti
io non ho più il mio spazio

mi nutro di ogni avanzo lasciato
e non mi sazio

brace seppellita,
sono ormai cenere fertile che brulica nella ferita del mondo
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

Pubblicata il 17/08/2019
L'acqua scorre e lenisce ogni ferita

culla e alliscia pietra di volto
creando vuoto

era quel dì remoto
in cui ci ritrovammo ostili
e sorprendentemente esausti,
che ci rimase fisso tra i denti
ora spenti, siamo distanti
volti assenti
sono rimasti i falsi
le croste impotenti
di un originale disperso nei meandri dei passanti

culla e affina pietra di torto
spiegando il vuoto

era quel me passato
in cui ci ritrovammo morti
e sorprendentemente spenti,
che si schierò austero fra i venti
ora a stento ci guardiamo
ci ricordiamo
ci parliamo a versi
mugugni impotenti
di un originale disperso nei meandri dei parlanti

culla e Sega

l'acqua che ci carezza i volti arrugginiti dal dolore della sostituzione della verità all'utopia

culla e Strappa

l'acqua che ci pesa sui sogni spezzati dal rumore della sostituzione della realtà alla fantasia

culla e Alliscia
culla e Affina

e rende ascia e lima
irritante

il passato si disperde nella corrente che fa torbida quest'acqua potente di fiume

la mano gracile, di porcellana, non può competere:
non afferra l'ora amara che genera il presente
e finalmente
lascia andare

l'acqua scorre e lenisce ogni ferita

culla e alliscia
volto che ormai è pietra liscissima
e precocemente esausta.
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Paradosso di Russel (Aridità 2)
Pubblicata il 28/07/2019
In un paesino di montagna c’era un barbiere che si era posto una regola lavorativa assolutamente inderogabile: fare la barba a tutti gli uomini del paese (senza lasciarne fuori uno) che non si radevano da soli.
Così fece per anni, con soddisfazione di tutti gli uomini.
Un giorno arrivò, in vacanza, un matematico che venne a conoscenza della regola del barbiere, e andò a farsi tagliare i capelli. Mentre era lì, disse al barbiere: “So della sua regola e vorrei farle una domanda: lei si fa la barba?”
Il barbiere fermò le forbici e stava per rispondere, ma, invece, rimase muto e raggelato: d’improvviso aveva intuito il disastro logico in cui si era cacciato. Infatti:
a) Se non si radeva, contravveniva alla sua regola perché non radeva un uomo che non si faceva la barba da solo, lasciandone fuori uno.
b) Se si radeva contravveniva alla sua regola perché faceva la barba anche a un uomo che si radeva da solo.

Lasciamo il barbiere col suo dramma per notare che il nostro uomo era andato a sbattere in pieno nel Paradosso di Russel (logico-matematico inglese) che si era accorto che il massimo esponente della teoria degli insiemi (Cantor) non aveva percepito alcune gravi implicazioni nella teoria da lui elaborata.
Quando Russel pubblicò questa “antinomia” scoppiò un putiferio cosmico nel mondo della matematica e frotte di logici si affannarono a trovare una via d’uscita. Parzialmente ci riuscì un tedesco (Gödel), ma la questione è aperta e non si sa bene dove si andrà a finire.
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beh... al barbiere gli basterebbe fare residenza in un paese limitrofo e lavorare nel paese dei barbudos che non si fanno la barba. Poi nel suo paese di residenza ci avrebbe pensato un altro barbiere con la stessa regola :)

il 28/07/2019 alle 12:22

... che sarebbe incappato nel medesimo paradosso...

il 28/07/2019 alle 12:26

Il Paradosso del barbiere che il filosofo Bertran Russel formulò nel 1901 e che si crede sia stato risolto dall'austriaco Kurt Godel nel 1931( troppi dubbi sono ancora da chiarire ) io al posto del barbiere mi sarei raso il volto solo a metà ....certo che non avrei scontentare nessuno.....gradirei commento.

il 28/07/2019 alle 12:45

Grazie Gabriela: rivoluzionaria soluzione! Ma possibile solo nella trasposizione didascalico-letteraria, per cui il paradosso resta. Gödel ha fatto un sostanziale passo in avanti, ma la teoria degli insiemi appare, ancor oggi, carente. Comunque, vorrei riportare il tutto alla supposta aridità della matematica, che ha motivato questo pezzullo. Se non mi bandite dal sito, avrò modo di offrire altri spunti di pensiero su questa tematica.

il 28/07/2019 alle 13:51

...Carissimo et simpaticissimo Eriot il tuo paradosso io l'ho sempre conosciuto con altra denominazione...invece del barbiere di un paesino di montagna si presenta in maniera più altisonante, così: "Il paradosso del barbiere di Siviglia"...; un caro saluto.

il 28/07/2019 alle 17:22

Grazie cantorom. Si, e c'è anche la versione "Barbiere di Andorra". Ma lo stesso paradosso viene esplicitato anche dal racconto del bibliotecario alle prese con cataloghi che si autocatalogano o che non si autocatalogano. Ovviamente sono modi per tradurre in parole elementi di logica che altrimenti sarebbe complicatissimo affrontare.

il 28/07/2019 alle 17:34

Grazie Eriot ho trovato il tutto estremamente interessante ed appassionante!!! Molto apprezzato!!!...

il 28/07/2019 alle 19:27

Nadia, grazie, mi fai felice!

il 28/07/2019 alle 21:40

nel medesimo paradosso no perchè anche lui avrebbe avuto un'altra residenza. Comunque, speriamo che al mio barbiere non vengano tali idee visto che sono calvo, ma barbudos :)

il 28/07/2019 alle 22:24

i grandi pensatori sono affascinanti... ho letto con piacere.

il 28/07/2019 alle 22:36

Grazie Ugo.

il 28/07/2019 alle 22:51

Stanotte ho sognato di essere interrogato e io parlavo, parlavo al punto che quando mi sono svegliato ero stupito di sapere tutte quelle cose nel sogno (ricordo solo che c'entravano Einstein e Russell)...

il 29/07/2019 alle 10:01

Ahi! Era meglio quando sognavi la Bellucci...

il 29/07/2019 alle 10:35

Le Poesie Meno Recenti

Sacrificio
Pubblicata il 03/04/2013
Sacrificio,
bussi alla porta d'ignari individui e
spargi sofferte passioni che turbano e
stringono l'animo stupito,
avvilito da improvviso sussulto;
paura inattesa,
timore inconsapevole
a invader le membra tutte,
in un brivido senza fine.
cos'è infinito tremore a
riempire il tuo cuore,
respiro ansimante in pensieri che
bussano dentro,
battendo con forza impetuosa
la nostra fragile vita?
parole inutili invadono
le bocche di chi consola.
parole leggere,
per quanto profonde,
volano via nel vento impetuoso
di questa bella vita,
troppo arida in tortuoso e
incerto vagare.
male!
bussi alla porta
di ignari individui
creando scompiglio,
penoso ondeggiare tra
voglia d'emergere e silente mirare!
mirar lassù,
oltre monotono orizzonte terreno
in urgente bisogno di capire...
perchè siamo quì e dov'è diretta nostra forte,
debole esistenza.
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