Poesie presenti nella categoria: Poesia sperimentale

Le Poesie Pubblicate Oggi

Pubblicata il 30/09/2020
Farfalle filliavano
sopra fiorigi filliosi
di vimia,
come liungiole litie
e goccie di luggina.
farfalle glucche
con mille liugi,
e farfalle melle
come dolci gimelle.
le farfalle son dappertutto,
dagli alberi giudili
ai fiorigi salbìni,
nell'aria succevole di miestra
e nella natura cumida
e limida,
in mezzo a tante giuline
e giulini dolci
che sbriuzzano
nelle ore più calde,
e s'imbiugliano
nelle ore più umide.
farfalle,
piene di colori giuiosi,
piene di lebura bagnata
che proviene dai gliuli
con foglie di miugia.
nella sera,
farfalle lucigne
si posiano nelle
micce scurigne
in mezzo a tanto candìo,
e volano filiando
con molta lugodrìa,
fino a posarsi
sopra dei mielini
lìadi lìadi.
farfalle colìme
si amiuggiano
in continue volate
di riugelli,
e con continui battiti d'ali
si terriano nei rametti
di liudelle
libelle selvie.
farfalle,
son dappertutto,
sono negli angoli biuti
della verde natura,
anche dietro
i mulelli begnimi
di miutevole ìlura,
nei giorni
della bieta liria
e nei pomeriggi
con un senso di
gluccìo colorato
di ambiomaco.
le farfalle
son dappertutto,
anche nello stomaco.
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Le Poesie Pubblicate ieri

Il bosco di Ulmenia
Pubblicata il 29/09/2020
Ascoltate, tramelli e giaccoli,
non andate nel bosco di Ulmenia.
esso è reprìsto di erbe
e oscure terminìe, di marcurie.
non andate nel bosco di Ulmenia,
cinchesfatte figure si ventono
nelle mattine solerni
e nei pomeriggi gigginosi.
non andate nel bosco di Ulmenia,
troppi tricchi, trucci, melfini,
sercini, malucchi, pemieli,
cialloni e pomieti.
non andate nel bosco di Ulmenia,
gli alberi sono osalmi,
e si sente lo scorpìo delle barpìole.
nel bosco di Ulmenia,
il sole diventa nercio,
e il tutto si diverchia,
come una pampilina.
il bosco, dervio e tivio di Ulmenia,
si fronda nella notte diuna,
si feseccia nel tramonto brivio,
con colori trivi,
un pò chiamosi.
non andate nel bosco di Ulmenia,
tramelli e giaccoli.
ma, se non mi credete,
provate a ceminiare
attraverso il sentiero gelimio,
e ridilando vedrete.
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Un modo di poetare che trascina in luoghi fantastici, magici, lontani dalla realtà e per questo particolarmente affascinanti. Mi piace questo linguaggio un po' folle, si esce dagli schemi in modo leggero e non viene posto alcun limite alla fantasia. Forse dovremmo tornare un po' tutti bambini. O cantastorie.

il 30/09/2020 alle 07:11

Pensavo la stessa cosa di Genziana. Questo linguaggio metamorfico che ha assonanze biologiche, al di là di uno "scherzo" intellettuale, ha il sapore di un ritorno alle origini della lingua, quando, appunto, si era bambini.

il 30/09/2020 alle 10:01

Beh, quantunque le frilinquie spràntino la cumeriosa è troppa e sirimpo dopo sirimpo svirgando trucci e melfini si dovrà princi o pronci cassilare il piolle oltre il facco e allora sì che fracche lisse biranno e grosti birti triranno là, nel bosco elinto di Ulmenia.

il 30/09/2020 alle 16:26

Ma, arlette, dovrei obiettare che il frilimpo discolpo che trolla purlino, ci abbia smilinto di toglio e di moglio. Sicché, tirillando sonfischio, si prulla dilemme, solando e rilando. Non sei d'accordo?

il 30/09/2020 alle 17:13

Ridilando colpostante e cammintando frintamente si trivarebbe un sentierinto da cui si mollistebbero tricchi e turci e si soprassierebbero figure lanfe. Sempre nel bosco di Ulmenia, chiaramente.

il 30/09/2020 alle 18:16

No, no. Sarebbe come froppare le brincole ai cinulfi. Dati i tempi, trascollare i contoli senza prullare è la cosa più gaggiola, ovvio, cialloni permettendo. Ciao Diego, benvenuto, il tuo spazio è un invito ludico. Fra "neologismi" vari si esprime l'impossible, o meglio, il possibile che ognuno porta dentro sé... talvolta in epoche in cui l'assurdità delle cose troneggia in lungo e in largo, l'ermetismo ludico è forse più reale e concreto di altri effimeri "effetti speciali". Poi come vedi, è materia di disquisizione...

il 30/09/2020 alle 18:36

Concordo e trippo.

il 30/09/2020 alle 19:18

W la fantasia!!

il 30/09/2020 alle 21:44

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

Pubblicata il 28/09/2020
carne

carne da coltivare
e dissetata
negli specchi
riscaldando
il ghiaccio degli occhi

scambio di carne
nei corpi
per continuarci
per allungare la memoria
consegnare il bottino
alle somiglianze
che vediamo solo noi
e spesso violentiamo
perchè hanno disobbedito
con identità diverse

carne
da lavoro
da sfruttare
da macello
da sesso
da mangiare
condita di preghiere

carne fotografata
da ricordare
da impressionare

poi un'ostia
un calice sollevato
si avalla la sordità
ma l'agnello bela
di dolore
al richiamo di madre
è solo difesa dicono
non ha anima
come il nemico
...ancora carne
sdoganata per le fauci

carne marcia
nella terra
con l'anestesia
di filosofie e preghiere

nella guerra del seme
ancora morti
un 'eroe nelle carne
ci continuerà
uno nella polvere
forse ci darà una patria
e nel cielo il sogno
di vedere le ossa
.... volare
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da: Soste Precarie
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ancora morti (...) nelle carne/i ci continuerà - capiat qui capere potest...

il 28/09/2020 alle 12:33

Se ci soffermassimo solo alla carne, l'uomo sarebbe come bestia da macello. Un po' di spirito aiuta a vivere più dell'importanza della stessa carne. Bella, comunque!

il 28/09/2020 alle 19:57

Profondamente meditativa, lascia sgomento la sua lettura ... cruda ma veritiera.

il 28/09/2020 alle 20:56

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Non ti riconosco
Utente eliminato
Pubblicata il 14/09/2020
ho fatto il tuo nome
ad ogni stella cadente
ed il desiderio si è avverato;
ora eccoti qui davanti a me
ma non ti riconosco…

i tuoi occhi son sempre gli stessi,
i capelli, la barba,
ma non ti riconosco…

non sei più quello
che un tempo ho amato
sei freddo, freddo..
freddo come la morte.
anche la tua voce è uguale
ma non ti riconosco.

i tuoi occhi son più scuri
più cattivi, sputano odio,
ma forse sono io la colpevole
se ti ho idealizzato troppo.

davanti a me solo un estraneo.

ho aspettato troppo questo momento
l’ho ripassato ogni ora nella mia mente
come un santo rosario
che snoccioli prima di dormire.

non mi piace più quello che vedo,
non sei più al centro del mio mondo,
sei uno dei tanti ormai
e non ti riconosco.
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Il desiderio della persona amata e le aspettative mancate, la poetessa ci racconta questa storia d'amore con le sue delusioni e il non ti riconosco che troviamo varie volte nel testo è emblematico; molto belli alcuni passaggi come le descrizioni di lui e anche la chiusa è di mio gradimento.

il 14/09/2020 alle 12:07

e nella mente si idealizza qualcuno che ormai vive solo in inutili ricordi....piacevole testo.

il 14/09/2020 alle 13:43

molto decisa e assoluta.. complimenti

il 14/09/2020 alle 16:55

Le Poesie Meno Recenti

Pubblicata il 13/10/2015
Pistoni e valvole
s'inseguono all'infinito,
sull'autostrada trascinano le ruote
nel traffico bestemmie
sorteggio di dita
e mani sotto la cintura

rombano, tossiscono
fischiano, sbuffano
e quando vecchi
si bevono il loro sangue

vanno sempre dritti
ma fanno milioni di giri
a volte s'innamorano
delle sfuggenti valvole
che non riescono mai a baciare
e quando raro succede
muoiono sull'estasi,
grippaggio il responso

cantano
e la voce a seconda
è delizia o rumore
e ricevono applausi e invettive
e spesso sanzionati

associati a cavalli alati
al pascolo del progresso
elogiati nella corsa
emettono flatulenze
tra colpe e discolpe
guerre di nasi

pistoni nati dalla terra
arroventati dal diavolo
ritornano alla terra
e a volte in compagnia
di chi illuso l'insegue

pistoni anime d'acciaio
spesso fusi al dolore
tra fiori veri e di plastica
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da:Avanguardie Irriverenti
www.santhers.com
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Particolare ma una bella lode,un saluto

il 13/10/2015 alle 18:28

Una formula uno! Sir

il 13/10/2015 alle 21:09